9 Aprile
Non è Mes bene
L'Eurogruppo chiude un accordo che è un rinvio al prossimo vertice dei Capi di Stato e di governo. C'è il Mes (condizioni light) ma il no ai Coronabond di Olanda e Germania è rimasto. I Cinque Stelle chiudono: "Non useremo il Mes". Intanto gli Stati si organizzano per il Big Bang
Habemus... una sconfitta. L'accordo di stanotte all'Eurogruppo sul piano straordinario per contrastare l'impatto economico del coronavirus è finito con... un ci rivediamo tutti al Consiglio europeo che dovrà poi approvare le "decisioni" emerse dalla riunione dei ministri delle Finanze. La realtà è quella di una seduta spiritica dove la presenza occulta che si vede non è quella vera. Qui conta il non detto. E come vedremo, è parecchio. Ufficialmente, tutti cantano vittoria. Il ministro olandese e quello italiano. E tutti gli altri. Come vedremo, si tratta di una partita dove tutti provano a fare il bluff, a barare. Seguite il titolare di List, giochiamo in notturna (poi arriverà l'alba).
01
Il rovescio (senza dritto) dell'Italia
Cosa ha messo nero su bianco l'Eurogruppo? Che l'accesso ai fondi del Mes sarà senza condizionalità e poi c'è anche la proposta dell'istituzione di un fondo per la rinascita. Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha messo tutta la storia così via Twitter:
Tutto sommato Gualtieri fotografa quanto (non) c'è: uno strumento disponibile e senza condizioni-capestro (e i fondi saranno erogabili due settimane dopo l'approvazione dello strumento), l'incognita e la promessa tutta da costruire di un "fondo per la rinascita" (conio di Paolo Gentiloni) tutto da inventare nel prossimo vertice europeo. Come? La non-risposta, essendo l'oggetto in-definito, arriva dal ministro dell'Economia della Francia, Bruno Le Maire: "Sarà messo in campo un piano di rilancio da 500 miliardi, si tratterà di strumenti finanziari innovativi, tutte le opzioni restano aperte". Sintesi: buoni propositi.
Qualcosa si farà, ma di certo non saranno gli Eurobond, non c'è traccia del tema nella dichiarazione finale che parla di accordo per lavorare sulla istituzione di un "Recovery Fund" che sarà temporaneo e di dimensioni legate ai costi della crisi. L'Eurogruppo su questo non ha deciso niente, solo un principio (importante se viene trasformato in uno strumento finanziario che funziona, sia...
Habemus... una sconfitta. L'accordo di stanotte all'Eurogruppo sul piano straordinario per contrastare l'impatto economico del coronavirus è finito con... un ci rivediamo tutti al Consiglio europeo che dovrà poi approvare le "decisioni" emerse dalla riunione dei ministri delle Finanze. La realtà è quella di una seduta spiritica dove la presenza occulta che si vede non è quella vera. Qui conta il non detto. E come vedremo, è parecchio. Ufficialmente, tutti cantano vittoria. Il ministro olandese e quello italiano. E tutti gli altri. Come vedremo, si tratta di una partita dove tutti provano a fare il bluff, a barare. Seguite il titolare di List, giochiamo in notturna (poi arriverà l'alba).
01
Il rovescio (senza dritto) dell'Italia
Cosa ha messo nero su bianco l'Eurogruppo? Che l'accesso ai fondi del Mes sarà senza condizionalità e poi c'è anche la proposta dell'istituzione di un fondo per la rinascita. Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha messo tutta la storia così via Twitter:
Tutto sommato Gualtieri fotografa quanto (non) c'è: uno strumento disponibile e senza condizioni-capestro (e i fondi saranno erogabili due settimane dopo l'approvazione dello strumento), l'incognita e la promessa tutta da costruire di un "fondo per la rinascita" (conio di Paolo Gentiloni) tutto da inventare nel prossimo vertice europeo. Come? La non-risposta, essendo l'oggetto in-definito, arriva dal ministro dell'Economia della Francia, Bruno Le Maire: "Sarà messo in campo un piano di rilancio da 500 miliardi, si tratterà di strumenti finanziari innovativi, tutte le opzioni restano aperte". Sintesi: buoni propositi.
Qualcosa si farà, ma di certo non saranno gli Eurobond, non c'è traccia del tema nella dichiarazione finale che parla di accordo per lavorare sulla istituzione di un "Recovery Fund" che sarà temporaneo e di dimensioni legate ai costi della crisi. L'Eurogruppo su questo non ha deciso niente, solo un principio (importante se viene trasformato in uno strumento finanziario che funziona, sia chiaro), infatti tutto viene rinviato alle decisioni dei capi di Stato e di governo. La conferma arriva da Mario Centeno, presidente dell'Eurogruppo: "C'è stato un ampio sostegno per il Recovery Fund che vuole fornire fondi aggiuntivi attraverso il bilancio Ue. Sulla grandezza e sul finanziamento cercheremo la guida dei leader".
E gli Eurobond? Che ne è dello strumento che Giuseppe Conte aveva (ri)lanciato con una fulminea intervista al Financial Times dalla quale si capiva che qualcuno (la Francia) ci mandava avanti e noi ci andavamo, avanti, senza avere le spalle coperte? C'era il no della Germania, è rimasto anche quello dell'Olanda:
"Siamo e resteremo contrari agli Eurobond. Pensiamo che questo strumento non aiuterà l'Europa e l'Olanda nel lungo termine", ha commentato via Twitter il ministro delle Finanze olandese, Wopke Hoekstra. Conte si è messo in un vicolo cieco, ha le sue ragioni, ma come spesso capita dalle nostre parti, ha fatto la parte pensando alla politica interna e così ha ottenuto una sconfitta politica. Una cosa è giocare in casa, un'altra è fare la Champions e mettersi a dare ultimatum a Angela Merkel che è cancelliera della Germania dal 2005. Nella vita l'ascolto e l'umiltà sono la dote dei grandi. Game over.
02
Zero Eurobond, un Mes di problemi per la maggioranza
La videoconferenza dell'Eurogruppo (Foto Ansa).Il governo italiano ovviamente deve "vendere" la merce che ha nel carretto. Domanda sul taccuino: Gualtieri ha fatto il possibile? Si è ritrovato in condizioni proibitive, ne siamo informati, ma con un presidente del Consiglio che pensa di andare a fare la guerra senza avere i fucili, forse devi opporre la resistenza del buonsenso, soprattutto se fai parte di una formazione politica europeista che si chiama Pd. Se ti agiti, devi sapere che arriva tempesta. Così il ministro dell'Economia dell'Italia si è ritrovato con tutti i paesi del Nord Europa contro gli Eurobond, una sponda della Francia risoluta a parole ma sempre ambigua nei fatti (e pronta a saltare il fosso quanto meno te l'aspetti), il quadro interno della maggioranza in ebollizione, con il Movimento Cinque Stelle immerso in una palude d'ignoranza dei meccanismi europei per cui al Mes anche nella versione ammorbidita non si può accedere perché altrimenti i sondaggi della Lega schizzano a razzo (tutto da dimostrare, tra l'altro). Insomma, Gualtieri in queste condizioni non poteva fare altro che abbozzare e dire che tutto va bene, tentare di portare a casa il minimo danno e affermare che "è un ottimo risultato". La palla (un asteroide incandescente) in realtà da stasera passa al premier Conte e la sua partita è da retrocessione con partita-spareggio all'ultima giornata: non ha portato a casa gli Eurobond, ha a disposizione la cassa del Mes che non è così libera come si pensava e deve farla digerire ai Cinque Stelle (che sono pronti a fare la voce grossa, ma anche a ingoiare tutto), l'opposizione potrà definire la serata come un fiasco senza spararla grossa come invece spesso le capita, l'industria italiana è ferma.
03
Il Mes c'è ma non lo usiamo (per ora)
Il problema della maggioranza è tanto vero e tanto grande che dopo mezzanotte sono arrivate le richieste di precisare bene la linea dell'Italia, così fonti del Ministero dell'Economia e delle Finanze (il MEF) fanno sapere "che oggi l'Italia non ha deciso di fare ricorso al Mes, ma ha solo concorso a definire un rapporto che prevede la possibilità di istituire quattro nuovi strumenti per affrontare la crisi del Covid: un nuovo programma della Bei, il programma Sure della Commissione Europea, la nuova linea Pandemic Crisis Support del Mes senza condizionalità e il Fondo per la Ripresa alimentato dall'emissione di titoli comuni europei". Domanda sul taccuino del cronista: ma il Mes lo useremo o no?
La risposta arriva dai Cinque Stelle, nella notte parla Vito Crimi, dalla sua pagina Facebook: "Non è stato firmato o attivato nessun Mes e non lo faremo, basta bufale. Non importa quanto siano ridotte le condizionalità. M5s continua a sostenere la linea di sempre, che è anche la linea del governo più volte rivendicata dal presidente Conte: sì Eurobond, no Mes". La cosa si sta facendo via via più interessante. Cosa farà l'Italia?
***
Siamo ottimisti, andrà bene. E non siamo neppure interessati a sapere con chi accadrà, visto il livello. L'importante è uscire dalla palude. Per uscirne, bisogna conoscerla. La realtà è che si è imposta la linea realista e pragmatica della Germania. Caro Conte, Nein.
04
La soluzione? Un passo indietro di tutti, manca quello avanti
Nein. Angela Merkel ha vinto. Ha ribadito l'opposizione ai coronabond durante una riunione straordinaria del gruppo parlamentare della Cdu/Csu in videoconferenza. La cancelliera tedesca ha "chiaramente rifiutato" la condivisione dei debiti dei Paesi Ue. La notizia data dall'agenzia Dpa è stata confermata dall'esito dell'Eurogruppo. Merkel ha spiegato che è giusto mostrare solidarietà, non ci sono problemi di sorta sull'entità finanziaria, ma lo strumento del coronabond non è condiviso da tutti. Prima di tutto nel Bundestag. Nein.
Nein. Tutto il resto è una conseguenza (in)attesa. Dunque l'Eurogruppo è finito con un accrocchio (che certifica l'errore della nostra diplomazia), perché il negoziato tra i ministri delle Finanze dell'Unione doveva essere un passo indietro di tutti, ma appare chiaro che la partita l'ha persa l'Italia.
Certo, dalla mente dei Tulipani è scomparso il meccanismo in due fasi (obbligo di riforme economiche e aggiustamenti di bilancio) che il ministro delle Finanze olandese, Wopke Hoekstra, aveva messo sul tavolo dell'Eurogruppo. Ma se lo confrontiamo alla scomparsa (in circostanze misteriose, chiaro) dei coranabond, quella mutualizzazione del debito che a Berlino è come l'aglio per un vampiro... Punto di caduta della storia: essendo i veri protagonisti della trattativa la Francia e la Germania, la conclusione senza bagno di sangue in pubblico si è trovata con il passo indietro di tutti i litiganti e un compromesso dove Parigi diluisce la sua proposta di un fondo europeo per la ricostruzione, mentre Berlino fa passare un utilizzo dei fondi del Mes con condizioni light. L'Olanda sarà condotta a questa scelta dalla Germania, il problema a quel punto sarà quello dell'Italia: accetterà un accordo sul Mes o romperà? Lo scopriremo solo scrivendo, ma dobbiamo attendere che tutte le pedine vadano a dama.
Nel frattempo, mentre l'Unione consuma le cartucce del tempo (e ne abbiamo poco), la crisi avanza e tutti si stanno attrezzando. La catapulta del denaro è sempre nelle mani delle Banche centrali. È cambiato lo schema di gioco. E non è poco.
05
La supercassa inglese e i 100 miliardi della Francia
La Banca d'Inghilterra finanzierà direttamente la spesa straordinaria del governo britannico. Notizia anticipata stamattina dal Financial Times, la macchina del denaro del Regno Unito viaggia con la massima potenza, così il Tesoro non avrà bisogno di ricorrere al mercato (cioè emettere debito) e il conto del governo presso la banca centrale, chiamato come "Ways and Means Facility" sarà illimitato. Durante la crisi del 2008 il conto arrivò a 20 miliardi.
Se Londra alza lo scudo, Parigi indossa la corazza. Così il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, ha annunciato che il piano d'emergenza sale a 100 miliardi contro i 45 miliardi annunciati inizialmente. La previsione di recessione - ha detto il ministro a Les Echos - passa da -1% a -6%, mentre per il deficit pubblico si attende ormai il 7,6% del Pil. Il debito così passerebbe al 112% del Pil a fine 2020.
06
Boris Johnson è uscito dalla terapia intensiva
Boris Johnson ha cambiato ospedale, è uscito dalla terapia intensiva del St Thomas, è stato "riportato in reparto, dove verrà strettamente monitorato nella prima fase della sua ripresa" informa una nota di Downing Street. Se il corpo è debole, lo spirito pare che sia ben temprato. La notizia manderà il morale sotto i tacchi ai molti che in questi giorni si sono distinti per il godimento interiore (e fin troppo esteriore) provocato dalla malattia di Johnson. Con il "cretino pieno di idee" (definizione di Ennio Flaiano, splendida e anticipatrice dei tempi) bisogna avere pazienza e una gran dose di allegria. In certi momenti, può salvarti la vita. Ronald Reagan, uomo pragmatico e dotato di grande humour, dopo l'attentato del 30 marzo 1981 a Washington, mentre veniva condotto in sala operatoria, guardò tutti i medici, sorrise e disse: "Spero che siate tutti repubblicani".
07
I tagli al barile
Vertice straordinario dell'Opec, bisogna decidere i tagli alla produzione. Mentre scriviamo (ore 00:30) Donald Trump, Vladimir Putin e il re Salman dell'Arabia Saudita stanno discutendo sui tagli per finalizzare l'accordo petrolifero. Non sono indiscrezioni, lo comunica la Casa Bianca. Che taglio sarà? L'Opec+ ha confermato l'accordo per un taglio della produzione di petrolio di 10 milioni di barili al giorno nei mesi di maggio e giugno. Da luglio a dicembre i tagli passeranno a 8 milioni e poi a 6 milioni da gennaio 2021 ad aprile 2022. Russia e Arabia Saudita dovrebbero ridurre di 5 milioni di barili, gli altri paesi dell'Opec+ di altri 5 milioni mentre i produttori esterni all'organizzazione taglierebbero ulteriori 5 milioni. La riduzione totale sarebbe di 15 milioni di barili. Una cifra forse troppo alta, vedremo l'accordo finale. Sì, viviamo tempi interessanti. Forse troppo.
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che la
riservatezza di tali credenziali risulta compromessa per qualsiasi motivo).
7.4 La violazione degli obblighi stabiliti nel presente articolo conferisce al Fornitore il diritto di
risolvere
immediatamente il contratto ai sensi dell'articolo 1456 del codice civile, fatto salvo il risarcimento dei
danni.
8. Tutela della proprietà intellettuale e industriale
8.1 L'Utente riconosce e accetta che i contenuti dell'Abbonamento, sotto forma di testi, immagini,
fotografie, grafiche,
disegni, contenuti audio e video, animazioni, marchi, loghi e altri segni distintivi, sono coperti da
copyright e dagli
altri diritti di proprietà intellettuale e industriale di volta in volta facenti capo al Fornitore e ai suoi
danti causa
e per questo si impegna a rispettare tali diritti.
8.2 Tutti i diritti sono riservati in capo ai titolari; l'Utente accetta che l'unico diritto acquisito con
il contratto
è quello di fruire dei contenuti dell'Abbonamento con le modalità e i limiti propri del Servizio. Fatte
salve le
operazioni di archiviazione e condivisione consentite dalle apposite funzionalità del Servizio, qualsiasi
attività di
riproduzione, pubblica esecuzione, comunicazione a terzi, messa a disposizione, diffusione, modifica ed
elaborazione dei
contenuti è espressamente vietata.
8.3 La violazione degli obblighi stabiliti nel presente articolo conferisce al Fornitore il diritto di
risolvere
immediatamente il contratto ai sensi dell'articolo 1456 del codice civile, fatto salvo il risarcimento dei
danni.
9. Manleva
9.1 L'Utente si impegna a manlevare e tenere indenne il Fornitore contro qualsiasi costo – inclusi gli
onorari degli
avvocati, spesa o danno addebitato al Fornitore o in cui il Fornitore dovesse comunque incorrere in
conseguenza di usi
impropri del Servizio da parte dell'Utente o per la violazione da parte di quest'ultimo di obblighi
derivanti dalla
legge ovvero dai presenti termini d'uso.
10. Limitazione di responsabilità
10.1 Il Fornitore è impegnato a fornire un Servizio con contenuti professionali e di alta qualità; tuttavia,
il
Fornitore non garantisce all'Utente che i contenuti siano sempre privi di errori o imprecisioni; per tale
motivo,
l'Utente è l'unico responsabile dell'uso dei contenuti e delle informazioni veicolate attraverso di
essi.
10.2 L'Utente riconosce e accetta che, data la natura del Servizio e come da prassi nel settore dei servizi
della
società dell'informazione, il Fornitore potrà effettuare interventi periodici sui propri sistemi per
garantire o
migliorare l'efficienza e la sicurezza del Servizio; tali interventi potrebbero comportare il rallentamento
o
l'interruzione del Servizio. Il Fornitore si impegna a contenere i periodi di interruzione o rallentamento
nel minore
tempo possibile e nelle fasce orarie in cui generalmente vi è minore disagio per gli Utenti. Ove
l'interruzione del
Servizio si protragga per oltre 24 ore, l'Utente avrà diritto a un'estensione dell'Abbonamento per un numero
di giorni
pari a quello dell'interruzione; in tali casi, l'Utente riconosce che l'estensione dell'Abbonamento è
l'unico rimedio in
suo favore, con la conseguente rinunzia a far valere qualsivoglia altra pretesa nei confronti del
Fornitore.
10.3 L'Utente riconosce e accetta che nessuna responsabilità è imputabile al Fornitore:
- per disservizi dell'Abbonamento derivanti da malfunzionamenti di reti elettriche e telefoniche ovvero di
ulteriori
servizi gestiti da terze parti che esulano del tutto dalla sfera di controllo e responsabilità del Fornitore
(per
esempio, disservizi della banca dell'Utente, etc...);
- per la mancata pubblicazione di contenuti editoriali che derivi da cause di forza maggiore.
10.4 In tutti gli altri casi, l'Utente riconosce che la responsabilità del Fornitore in forza del contratto
è limitata
alle sole ipotesi di dolo o colpa grave.
10.5 Ai fini dell'accertamento di eventuali disservizi, l'Utente accetta che faranno fede le risultanze dei
sistemi
informatici del Fornitore.
11. Modifica dei termini d'uso
11.1 L'Abbonamento è disciplinato dai termini d'uso approvati al momento dell'acquisto.
11.2 Durante il periodo di validità del contratto, il Fornitore si riserva di modificare i termini della
fornitura per
giustificati motivi connessi alla necessità di adeguarsi a modifiche normative o obblighi di legge, alle
mutate
condizioni del mercato di riferimento ovvero all'attuazione di piani aziendali con ricadute sull'offerta dei
contenuti.
11.3 I nuovi termini d'uso saranno comunicati all'Utente con un preavviso di almeno 15 giorni rispetto alla
scadenza del
periodo di fatturazione in corso ed entreranno in vigore a partire dall'inizio del periodo di fatturazione
successivo.
Se l'Utente non è d'accordo con i nuovi termini d'uso, può esercitare la disdetta secondo quanto previsto al
precedente
articolo 3.
11.4 Ove la modifica dei termini d'uso sia connessa alla necessità di adeguarsi a un obbligo di legge, i
nuovi termini
d'uso potranno entrare in vigore immediatamente al momento della comunicazione; resta inteso che, solo in
tale ipotesi,
l'Utente potrà recedere dal contratto entro i successivi 30 giorni, con il conseguente diritto ad ottenere
un rimborso
proporzionale al periodo di abbonamento non goduto.
12. Trattamento dei dati personali
12.1 In conformità a quanto previsto dal Regolamento 2016/679 UE e dal Codice della privacy (decreto
legislativo 30
giugno 2003, n. 196), i dati personali degli Utenti saranno trattati per le finalità e in forza delle basi
giuridiche
indicate nella privacy policy messa a disposizione dell'Utente in sede di registrazione e acquisto.
12.2 Accettando i presenti termini di utilizzo, l'Utente conferma di aver preso visione della privacy policy
messa a
disposizione dal Fornitore e di averne conservato copia su supporto durevole.
12.3 Il Fornitore si riserva di modificare in qualsiasi momento la propria privacy policy nel rispetto dei
diritti degli
Utenti, dandone notizia a questi ultimi con mezzi adeguati e proporzionati allo scopo.
13. Servizio clienti
13.1 Per informazioni sul Servizio e per qualsiasi problematica connessa con la fruizione dello stesso,
l'Utente può
contattare il Fornitore attraverso i seguenti recapiti: help@newslist.it
14. Legge applicabile e foro competente
14.1 Il contratto tra il Fornitore e l'Utente è regolato dal diritto italiano.
14.2 Ove l'Utente sia qualificabile come consumatore, per le controversie comunque connesse con la
formazione,
esecuzione, interpretazione e cessazione del contratto, sarà competente il giudice del luogo di residenza o
domicilio
del consumatore, se ubicato in Italia.