22 Maggio

C'è la tregua, manca la soluzione politica

Il cessate il fuoco tra Hamas e Israele tiene, Biden cerca di cogliere l'occasione per consolidarlo, il segretario di Stato Blinken andrà in Israele mercoledì e giovedì. Hamas festeggia la vittoria che non c'è, mentre Netanyahu avvisa: il paradigma della guerra è cambiato

Undici giorni di guerra, una tregua fragile, una pace (im)possibile. Il conflitto tra Hamas e Israele non ha una soluzione politica. Funziona per l'oggi, nessuno scommette sul domani. Joe Biden ha fatto il suo lavoro, l'azione diplomatica è partita male, in ritardo, tentennando, poi ha via via preso il passo giusto e chiuso la partita grazie alla mediazione del generale Al Sisi, leader dell'Egitto. Si è mossa bene la Francia di Emmanuel Macron - che ancora conta nell'area (vedere alla voce Libano) e ha i canali giusti per svolgere negoziati segreti con chi decide quando far parlare e tacere le armi - e la Giordania di Re Abdallah. Dell'Unione europea si sono perse le tracce, come da copione. Il premier Benjamin Netanyahu ha ottenuto quello che voleva, un'uscita di scena da comandante in capo, in attesa che la politica giochi la partita del governo e disponga la scacchiera per le mosse future del Likud, il suo partito. 

Il segretario di Stato americano, Tony Blinken, sarà in Israele mercoledì e giovedì, gli Stati Uniti cercano di consolidare la tregua.

Chi ha vinto? In questi casi, tutti cantano vittoria, ma la realtà è che la situazione di stallo sul piano politico resta. Hamas è più debole sul piano militare, ha consumato una parte importante del suo arsenale, ma non al punto tale da favorire la fazione rivale di Al Fatah. Il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, afferma di aver bloccato la "coesistenza" tra Israele e gli Stati arabi (implicito riferimento agli Accordi di Abramo), il conflitto per Haniyeh andrà avanti finché la moschea di al-Aqsa a Gerusalemme non sarà "liberata". La distruzione di Israele resta la ragione sociale della ditta di Hamas che in questa guerra aveva una sola possibilità, continuare a presentare Israele come l'aggressore. Dunque festa a Gaza per la "vittoria", mostrificazione di...


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