13 Dicembre

Il Grande Gioco del 2022 e l'anno che verrà

Bilancio di un anno ai titoli di coda, prospettive del 2023. In gennaio dominava l'illusione Grande Rimbalzo, in febbraio l'invasione dell'Ucraina spezza il sogno di una lunga ripresa e rimette al centro la geopolitica degli spazi. In Italia, la svolta storica della prima donna a Palazzo Chigi e il ritorno di un governo politico battezzato da una vittoria elettorale netta. Il grande dilemma del 2023 si chiama autonomia energetica (che non c'è)

Stanno scorrendo i titoli di coda del 2022, è tempo di fare un primo bilancio dell'anno che sta andando via, in un tempo senza tempo. Che cosa è successo? Siamo dentro un'era di grande cambiamento, la pandemia è stato solo il gong di questo passaggio, rapidamente tutti i pezzi della scacchiera stanno andando a comporre lo schema del nuovo Grande Gioco. L'Italia è parte di questo meccanismo, anche noi siamo attori di questo processo. Corriamo verso terre incognite. Questi sono un po’ di appunti sul mio taccuino, ne seguiranno altri con un taglio sulla cultura del nostro tempo, sull'Oriente e l'Occidente, sul visibile che spesso è invisibile agli occhi. Sarà un viaggio da qui alla fine dell'anno, fino allo sfoglio di un'altra data del calendario, il 2023. Andiamo, seguite il titolare di List.

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L'illusione del Grande Rimbalzo

Siamo in gennaio, l’anno è partito alla grande, tutti pensano di continuare a viaggiare nell'era del Grande Rimbalzo, nell'apertura dell'economia dopo la crisi del coronavirus. Chiusa la distopica fase dei lockdown (ora cominciano i seri ripensamenti sulla segregazione 'cinese' che perfino a Pechino hanno abbandonato) il destino è radioso. L'inflazione che aveva cominciato da mesi a galoppare viene liquidata così dall'establishment: "È temporanea". Le élite hanno completamente sbagliato le previsioni. E non succede niente, tutti restano al loro posto senza fare un plissé. C’è chi si scusa (Janet Yellen e Christine Lagarde), ma il ‘dopo’ che avanza presenta nuovi abbagli. 

All’inizio del 2022 i prezzi energetici erano già altissimi, correvano mesi prima della guerra, la direzione di marcia era nota (per chi voleva vederla e non era così complicato), nonostante lo scenario mutato, gli Stati Uniti continuano a mantenere una politica di sussidi che alimenta le aspettative e surriscalda l'economia.  L'Europa? Con i tassi più bassi di sempre e la retorica...


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