8 Aprile
Isolamento e alleanze di una potenza nucleare
Russia fuori dal Consiglio dei diritti umani dell'Onu. La strategia degli Stati Uniti e dell'Europa di fronte alla realtà di una guerra lunga e una rete di alleanze tra antagonisti dell'Occidente, il problema del "resto del mondo" di cui il Cremlino è solo la punta dell'iceberg. Mosca e Pechino dominano l'Africa (e non solo). L'Ucraina fa tre richieste alla Nato: "Armi, armi, armi". Domenica il voto per il primo turno delle presidenziali in Francia: Macron è il favorito, ma con un dubbio "allarmante" sul consenso finale
A che punto è la guerra? È più forte che mai. Il ministro degli Esteri dell'Ucraina, Dmytro Kuleba, si è presentato al Consiglio Atlantico con tre richieste alla Nato: "Armi, armi, armi". E l'Occidente le fornirà. Il problema principale è che la diplomazia è all'anno zero, sembra che non possa esserci alcuna alternativa all'escalation della guerra, mentre la crisi sta producendo ondate che investono le nostre (fragili) democrazie. Far cadere Putin, isolare la Russia. Possibile? Senza fare la guerra no. E c'è il problema del "resto del mondo" di cui la Russia è solo la punta dell'iceberg. Una guerra nucleare diventa uno zero sum game, non vince nessuno. Facciamo il punto nave, seguite il titolare di List.
01
L'Ucraina alla Nato: armi, armi, armi
Dmytro Kuleba, ministro degli Esteri dell'Ucraina (Foto Epa).Kuleba ha chiesto tre cose alla Nato: "Armi, armi, armi". E non solo. Sintesi delle idee espresse dal ministro degli Esteri ucraino:
Embargo totale e disconnessione della Russia:
Continueremo a insistere per embargo totale al gas e al petrolio russi, per l'esclusione totale dallo Swift di tutte le banche e la chiusura dei porti a tutte le navi, ad eccezione di quelle umanitarie. Francamente spero di non affrontare mai più la situazione in cui per aumentare la pressione delle sanzioni serve la rivelazione di atrocità come Bucha per impressionare e scioccare gli altri partner e convincerli a nuove sanzioni. Non penso che gli ucraini debbano pagare con le loro vite e loro sofferenze per la volontà dei partner di imporre sanzioni.
Armi offensive e difensive, non c'è differenza:
La differenza tra armi offensive e difensive non dovrebbe avere senso nel mio Paese, perché ogni arma usata in Ucraina dalle forze ucraine contro un aggressore straniero è difensiva per definizione. Questa distinzione non ha senso in merito alla situazione...
A che punto è la guerra? È più forte che mai. Il ministro degli Esteri dell'Ucraina, Dmytro Kuleba, si è presentato al Consiglio Atlantico con tre richieste alla Nato: "Armi, armi, armi". E l'Occidente le fornirà. Il problema principale è che la diplomazia è all'anno zero, sembra che non possa esserci alcuna alternativa all'escalation della guerra, mentre la crisi sta producendo ondate che investono le nostre (fragili) democrazie. Far cadere Putin, isolare la Russia. Possibile? Senza fare la guerra no. E c'è il problema del "resto del mondo" di cui la Russia è solo la punta dell'iceberg. Una guerra nucleare diventa uno zero sum game, non vince nessuno. Facciamo il punto nave, seguite il titolare di List.
01
L'Ucraina alla Nato: armi, armi, armi
Dmytro Kuleba, ministro degli Esteri dell'Ucraina (Foto Epa).Kuleba ha chiesto tre cose alla Nato: "Armi, armi, armi". E non solo. Sintesi delle idee espresse dal ministro degli Esteri ucraino:
Embargo totale e disconnessione della Russia:
Continueremo a insistere per embargo totale al gas e al petrolio russi, per l'esclusione totale dallo Swift di tutte le banche e la chiusura dei porti a tutte le navi, ad eccezione di quelle umanitarie. Francamente spero di non affrontare mai più la situazione in cui per aumentare la pressione delle sanzioni serve la rivelazione di atrocità come Bucha per impressionare e scioccare gli altri partner e convincerli a nuove sanzioni. Non penso che gli ucraini debbano pagare con le loro vite e loro sofferenze per la volontà dei partner di imporre sanzioni.
Armi offensive e difensive, non c'è differenza:
La differenza tra armi offensive e difensive non dovrebbe avere senso nel mio Paese, perché ogni arma usata in Ucraina dalle forze ucraine contro un aggressore straniero è difensiva per definizione. Questa distinzione non ha senso in merito alla situazione nel mio Paese. E quelli che dicono che daranno armi difensive, ma non possiamo dare loro armi offensive, sono ipocriti, è un approccio ingiusto, ingiustificato.
Quali armi? Jens Stoltenberg, il segretario generale della Nato, ha detto che arriveranno "quelle pesanti". Quelle leggere in realtà non sono meno importanti.
Gli Stati Uniti hanno inviato 100 droni-kamikaze Switchblade. Le forze americane hanno addestrato "un numero molto ristretto di soldati ucraini che erano negli Stati Uniti e poi sono rientrati in Ucraina per addestrarne altri". Switchblade è una mini-arma (vedi foto qui sotto), efficace, perfetta per un teatro di guerriglia a forte dispersione dell'obiettivo, missioni rapide con un target limitato.
Gli ucraini hanno il diritto di combattere la loro guerra, gli Stati Uniti hanno deciso che un conflitto lungo è nel loro interesse (modello Afghanistan-Unione Sovietica: sfiancare la Russia in una guerra di logoramento per procura, al fine di far crollare il consenso di Putin e separarlo dalla Cina), l'Europa segue, in assenza di una propria politica estera che abbia una proposta fuori dal contesto della guerra. Tutto il resto è una conseguenza. Il problema è che ci sono anche le conseguenze inattese che a Washington e Bruxelles non hanno calcolato fino in fondo. Il quadro è di estrema tensione. Facciamo il punto nave, seguite il titolare di List.
02
Stop al carbone russo. E il problema del "non c'è nient'altro là fuori"
C'è l'accordo politico sul quinto pacchetto di sanzioni dell'Unione europea contro la Russia, il via libera arriverà domattina. Ci sarà lo stop all'import del carbone russo che rappresenta oltre il 45% del totale europeo. Si valuta un provvedimento simile anche sul petrolio di Mosca. Arriveranno nuovi provvedimenti anche dal G7, ci sarà un no a nuovi investimenti esteri in Russia. L'Europarlamento ha chiesto il blocco totale dell'Unione ai prodotti energetici russi, ma qui si apre la voragine da riempire, nessuno è in grado di rimpiazzare tutta la produzione di gas russo in questo momento. Giles Farrer, capo della ricerca sul gas alla Wood Mackenzie, ha spiegato sul Financial Times che sostituire quei volumi è "impossibile", dato che la produzione della maggior parte dei progetti di gas in tutto il mondo sta già funzionando a livelli vicini al massimo. Frase lapidaria: "Non c'è nient'altro là fuori".
03
Russia fuori dal Consiglio dei diritti umani dell'Onu
5 aprile, Mosca, Cremlino. Vladimir Putin durante un vertice con le imprese russe del settore agricolo e della pesca (Foto Epa).L'altra notizia arriva dalle Nazioni Unite: la Russia è stata sospesa dal Consiglio dei diritti umani, con 93 voti a favore e 24 contrari è passata la risoluzione richiesta degli Stati Uniti degli alleati a fronte di "violazioni e abusi del diritto internazionale da parte di Mosca in Ucraina". Tra i paesi che hanno votato contro, la Cina, l'Iran e Cuba. Tredici anni fa, fu espulsa la Libia di Muammar Gheddafi, primavere arabe, anno 2011, bombardamenti Nato, una guerra che a oggi non ha ancora una soluzione politica stabile per Tripoli. Il Consiglio dei diritti umani dell'Onu non ha mai brillato, vi siedono governi dispotici quanto la Russia, la decisione ha zero impatto sulla guerra, ma il risultato politico è pessimo: rischia di saldare ancora di più l'asse Mosca-Pechino, avvicina al Cremlino tutti i regimi autoritari. L'ambasciatore cinese alle Nazioni Unite, Zhang Jun, ha commentato: "Ci opponiamo fermamente alla politicizzazione e alla strumentalizzazione dei diritti umani". Secondo Pechino la decisione "è come gettare benzina sul fuoco, non porta alla de-escalation del conflitto, e ancora meno all'avanzamento dei colloqui di pace". La Russia ha reagito alla sospensione con una nota del ministero degli Esteri dove denuncia che il Consiglio "è divenuto esecutore della volontà di un gruppo di Paesi che, per portare a termine i propri obiettivi e ottenere i voti necessari nel processo decisionale, non disdegna il ricatto aperto degli Stati sovrani, ci difenderemo con ogni mezzo legale".
Joe Biden esulta: "È un significativo passo da parte della comunità internazionale per dimostrare ulteriormente come la guerra di Putin abbia reso la Russia un pària internazionale, le forze russe stanno commettendo crimini di guerra. Le immagini di Bucha e di altre aree dell'Ucraina sono orribili". È vero, le stragi sono orribili, il giudizio sulla Russia da parte della storia sarà impietoso (e per quello della giustizia, attendiamo le indagini del Tribunale penale internazionale al quale neppure gli Stati Uniti hanno mai aderito). Sul pària e l'isolamento della Russia, invece l'affermazione di Biden ha qualche problema con la realtà della politica globale.
04
Una potenza isolata che domina l'Africa (con la Cina)
La Russia è un pària con 6500 testate atomiche che purtroppo non è isolato (i principali partner di Mosca in questa partita, India e Cina, contano due miliardi di abitanti, sono la seconda e sesta economia del mondo) e più questa potenza viene spinta all'angolo (parla la storia, a disposizione di chiunque) più diventa pericolosa. Per sapere, per capire, la Russia in Africa ha oltre venti accordi di cooperazione militare:
Mosca si muove in uno spazio immenso dove la presenza della Cina sul piano economico (e ora anche militare) è enorme. Mappa dell'università Science Po:
Mosca e Pechino hanno piazzato le loro basi diplomatiche, economiche e militari dove il mondo cresce sul piano demografico e ha materie prime disponibili per lo sviluppo della tecnologia e della difesa. Guardate la mappa della Nuova via della Seta, il progetto di Xi Jinping per estendere l'influenza cinese nel mondo:
Da Pechino a Madrid. Da Dandong a Amburgo. Dalla Malesia all'Angola. Dalla Mongolia alla Mauritania. Questa è la sfida per il primato mondiale, il nuovo ordine di cui tante volte hanno parlato Vladimir Putin e Xi Jinping durante i vertici dei Brics, i paesi emergenti che sono in realtà ben più che emersi. La Russia isolata è una visione dell'Occidente che vede solo una parte della mappa e invece dovrebbe guardare quelle che abbiamo pubblicato (e molte altre sono disponibili e ricche di preziose informazioni) prima di allargare il conflitto. Fare la guerra con la Russia - ipotesi che prende sempre più corpo - significa attivare un conflitto mondiale.
***
Il mondo è in fiamme. Israele vive nella costante minaccia terroristica. Qualcuno lo ha dimenticato.
05
Israele, quarto attentato in due settimane
Le forze di sicurezza israeliane schierate dopo l'attentato a Tel Aviv (Foto Epa).Quarto attentato in Israele nel giro di due settimane: due persone sono rimaste uccise, un altro attacco a colpi di arma da fuoco fuoco, questa volta nel centro di Tel Aviv, è scattata una caccia all'uomo. La scorsa settimana, un palestinese in Cisgiordania aveva aperto il fuoco sulla folla nella città ebraica ultra-ortodossa di Bnei Brak, vicino a Tel Aviv, uccidendo cinque persone, tra cui due ucraini e un poliziotto arabo israeliano. Pochi giorni prima, due agenti di polizia, tra cui un giovane franco-israeliano, erano stati uccisi ad Hadera in una sparatoria rivendicata dall'Isis. Il 22 marzo, a Beersheva, città nel deserto del Negev meridionale, quattro israeliani hanno perso la vita in un attacco perpetrato da un insegnante condannato nel 2016 a quattro anni di carcere per aver pianificato un viaggio in Siria per combattere per Isis.
Mentre è in corso il Ramadan e ci si prepara alla Pasqua ebraica, Pesach. L'organizzazione terroristica di Hamas si è rallegrata per l'attacco, lo ha definito un "atto d'eroismo".
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Il clima politico della guerra ha un profondo impatto psicologico in Occidente, più grande di quanto si immagini. Un'elezione scontata - la vittoria di Macron alle presidenziali in Francia - improvvisamente non sembra più così facile.
06
Francia: - 3 giorni al voto, i sondaggi che preoccupano Macron
Una campagna difficile. Un manifesto strappato della campagna di Macron a Lille (Foto Epa).Domenica si vota in Francia, elezioni presidenziali, primo turno, se nessuno dei candidati otterrà la maggioranza assoluta - 50 per cento più uno degli aventi diritto - i primi due candidati andranno al secondo turno, in programma domenica 24 aprile. Sono in corsa dodici candidati: Emmanuel Macron, Marine Le Pen, Eric Zemmour, Valerie Pecresse, Jean Luc Melenchon, Anne Hidalgo, Yannick Jadot, Philippe Poutou, Fabien Roussel, Nathalie Arthaud, Jean Lassalle e Nicolas Dupont Aignan. I favoriti per il ballottaggio sono il presidente uscente, Emmanuel Macron, e la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen. Potranno votare tutti i cittadini francesi che hanno almeno 18 anni e sono iscritti nelle liste elettorali, sono 48,7 milioni di persone, 1,4 milioni delle quali residenti all'estero.
Macron è in testa, è il favorito per la vittoria finale. Marine Le Pen continua a avanzare nei sondaggi. A quattro giorni dal voto, questo è il quadro di Kantar Public:
A tre giorni dal voto, questo è lo scenario di Odoxa:
Il secondo sondaggio dà Macron più alto rispetto al primo (28% contro 25%), mentre Le Pen cresce di un punto (24% contro 23%). Il quadro del primo turno è magmatico, la guerra è un fattore di incertezza enorme, cambia le aspettative sul futuro, anche per queste ragioni Macron si è impegnato per cercare almeno una tregua prima del voto. C'è chi sostiene che in realtà il conflitto potrebbe aiutare Macron come "comandante in capo" e fattore di stabilità. Andrà così? Nessuno può dirlo con certezza, l'opinione pubblica è inquieta, frazionata e volatile.
L'astensione è il primo fattore da monitorare, per il primo turno è alta, previsione e andamento storico:
Il barometro dell'economia è il secondo fattore da osservare:
Per la prima volta negli ultimi 16 anni l'indice di fiducia nell'economia a ridosso delle elezioni presidenziali è in diminuzione. Macron è uno strano caso di successo: il suo record come presidente centrista di una Francia profondamente divisa è largamente positivo nella politica estera, nell'economia, nell'influenza di Parigi nel mondo. Ma arriva all'elezione con un preoccupante profilo di presidente-non-amato, in un paese che nelle campagne vota a destra, con una frammentazione politica enorme. Il risultato è quello di un candidato che nel 2017 (sembra un secolo fa, tanto grande è il cambiamento dello scenario mondiale) aveva battuto Marine Le Pen con un 66% contro il 24%. Quando si voterà per il secondo turno, il 24 aprile prossimo, i sondaggi dicono che vincerà con un 53% a 47%.
Come scrive l'Economist,
Cinque anni di governo del portabandiera centrista del mondo hanno eroso il sostegno al centro. Ci sono molte ragioni per questo. La guerra e la pandemia hanno polarizzato la politica, e non solo in Francia. Macron a volte respinge anche gli elettori con il suo modo di fare giupiteriano e distaccato. I critici lo chiamano "le président des riches". L'etichetta si attacca, in parte perché ha tagliato l'impraticabile tassa patrimoniale francese, ma soprattutto perché il suo modo di fare è quello del banchiere rampante che era una volta. Macron affronta anche un problema che i politici responsabili affrontano sempre quando corrono contro i populisti. Offre politiche noiosamente fondate sulla realtà. Dicono tutto ciò che smuoverà gli elettori, che sia vero o no.
Vero o no, da domenica a Parigi si gioca una partita che disegnerà il destino dell'Europa (e della guerra di Putin). Una vittoria di Macron confermerà l'attuale coalizione che vede l'Unione europea e gli Stati Uniti insieme contro la Russia. Un'affermazione a sorpresa di Marine Le Pen sarebbe un ciclopico sottosopra per gli equilibri di Bruxelles, per la Nato e per l'asse euro-atlantico. Questo quadro è (im)possibile anche a causa di Macron, che non si è curato (e doveva farlo) di riformare la politica francese, il sistema dei partiti, la cultura della classe dirigente. A Macron si oppone Le Pen e una polverizzata mappa dei partiti dominati dal populismo, di destra e di sinistra. E bisogna sperare che vinca perché come scrive l'Economist "il suo 21% di possibilità di diventare presidente è allarmante". Dal Re Sole al Re Solo.
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soggetti al rinnovo automatico e all'addebito periodico del corrispettivo. L'Utente può disattivare
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24h prima della scadenza del periodo di abbonamento in corso. In caso di mancata disattivazione,
l'abbonamento si
rinnova per un eguale periodo e all'Utente viene addebitato lo stesso importo sul suo account Apple.
L'Utente può
gestire e disattivare il proprio abbonamento direttamente dal proprio profilo su App Store. Per maggiori
informazioni al
riguardo: https://www.apple.com/it/legal/terms/site.html. Il Fornitore non è responsabile per eventuali
disservizi della
piattaforma App Store.
6. Promozioni
6.1 Il Fornitore può a sua discrezione offrire agli Utenti delle promozioni sotto forma di sconti o periodi
gratuiti di
fruizione del Servizio.
6.2 Salvo che non sia diversamente specificato nella pagina di offerta della promozione, l'adesione a una
promozione
comporta, alla sua scadenza, l'attivazione automatica del Servizio a pagamento con addebito periodico del
corrispettivo
in base al contenuto del pacchetto di volta in volta selezionato dall'Utente.
6.3 L'Utente ha la facoltà di disattivare il Servizio in qualunque momento prima della scadenza del periodo
di prova
attraverso una delle modalità indicate nel precedente articolo 3).
7. Obblighi e garanzie dell'Utente
7.1 L'Utente dichiara e garantisce:
- di essere maggiorenne;
- di sottoscrivere l'Abbonamento per scopi estranei ad attività professionali, imprenditoriali, artigianali
o commerciali
eventualmente svolte;
- che tutti i dati forniti per l'attivazione dell'Abbonamento sono corretti e veritieri;
- che i dati forniti saranno mantenuti aggiornati per l'intera durata dell'Abbonamento.
7.2 L'Utente si impegna al pagamento del corrispettivo in favore del Fornitore nella misura e con le
modalità definite
nei precedenti articoli.
7.3 L'Utente si impegna ad utilizzare l'Abbonamento e i suoi contenuti a titolo esclusivamente personale, in
forma non
collettiva e senza scopo di lucro; l'Utente è inoltre responsabile per qualsiasi uso non autorizzato
dell'Abbonamento e
dei suoi contenuti, ove riconducibile all'account dell'Utente medesimo; per questo motivo l'Utente si
impegna ad
assumere tutte le precauzioni necessarie per mantenere riservato l'accesso all'Abbonamento attraverso il
proprio account
(per esempio, mantenendo riservate le credenziali di accesso ovvero segnalando senza ritardo al Fornitore
che la
riservatezza di tali credenziali risulta compromessa per qualsiasi motivo).
7.4 La violazione degli obblighi stabiliti nel presente articolo conferisce al Fornitore il diritto di
risolvere
immediatamente il contratto ai sensi dell'articolo 1456 del codice civile, fatto salvo il risarcimento dei
danni.
8. Tutela della proprietà intellettuale e industriale
8.1 L'Utente riconosce e accetta che i contenuti dell'Abbonamento, sotto forma di testi, immagini,
fotografie, grafiche,
disegni, contenuti audio e video, animazioni, marchi, loghi e altri segni distintivi, sono coperti da
copyright e dagli
altri diritti di proprietà intellettuale e industriale di volta in volta facenti capo al Fornitore e ai suoi
danti causa
e per questo si impegna a rispettare tali diritti.
8.2 Tutti i diritti sono riservati in capo ai titolari; l'Utente accetta che l'unico diritto acquisito con
il contratto
è quello di fruire dei contenuti dell'Abbonamento con le modalità e i limiti propri del Servizio. Fatte
salve le
operazioni di archiviazione e condivisione consentite dalle apposite funzionalità del Servizio, qualsiasi
attività di
riproduzione, pubblica esecuzione, comunicazione a terzi, messa a disposizione, diffusione, modifica ed
elaborazione dei
contenuti è espressamente vietata.
8.3 La violazione degli obblighi stabiliti nel presente articolo conferisce al Fornitore il diritto di
risolvere
immediatamente il contratto ai sensi dell'articolo 1456 del codice civile, fatto salvo il risarcimento dei
danni.
9. Manleva
9.1 L'Utente si impegna a manlevare e tenere indenne il Fornitore contro qualsiasi costo – inclusi gli
onorari degli
avvocati, spesa o danno addebitato al Fornitore o in cui il Fornitore dovesse comunque incorrere in
conseguenza di usi
impropri del Servizio da parte dell'Utente o per la violazione da parte di quest'ultimo di obblighi
derivanti dalla
legge ovvero dai presenti termini d'uso.
10. Limitazione di responsabilità
10.1 Il Fornitore è impegnato a fornire un Servizio con contenuti professionali e di alta qualità; tuttavia,
il
Fornitore non garantisce all'Utente che i contenuti siano sempre privi di errori o imprecisioni; per tale
motivo,
l'Utente è l'unico responsabile dell'uso dei contenuti e delle informazioni veicolate attraverso di
essi.
10.2 L'Utente riconosce e accetta che, data la natura del Servizio e come da prassi nel settore dei servizi
della
società dell'informazione, il Fornitore potrà effettuare interventi periodici sui propri sistemi per
garantire o
migliorare l'efficienza e la sicurezza del Servizio; tali interventi potrebbero comportare il rallentamento
o
l'interruzione del Servizio. Il Fornitore si impegna a contenere i periodi di interruzione o rallentamento
nel minore
tempo possibile e nelle fasce orarie in cui generalmente vi è minore disagio per gli Utenti. Ove
l'interruzione del
Servizio si protragga per oltre 24 ore, l'Utente avrà diritto a un'estensione dell'Abbonamento per un numero
di giorni
pari a quello dell'interruzione; in tali casi, l'Utente riconosce che l'estensione dell'Abbonamento è
l'unico rimedio in
suo favore, con la conseguente rinunzia a far valere qualsivoglia altra pretesa nei confronti del
Fornitore.
10.3 L'Utente riconosce e accetta che nessuna responsabilità è imputabile al Fornitore:
- per disservizi dell'Abbonamento derivanti da malfunzionamenti di reti elettriche e telefoniche ovvero di
ulteriori
servizi gestiti da terze parti che esulano del tutto dalla sfera di controllo e responsabilità del Fornitore
(per
esempio, disservizi della banca dell'Utente, etc...);
- per la mancata pubblicazione di contenuti editoriali che derivi da cause di forza maggiore.
10.4 In tutti gli altri casi, l'Utente riconosce che la responsabilità del Fornitore in forza del contratto
è limitata
alle sole ipotesi di dolo o colpa grave.
10.5 Ai fini dell'accertamento di eventuali disservizi, l'Utente accetta che faranno fede le risultanze dei
sistemi
informatici del Fornitore.
11. Modifica dei termini d'uso
11.1 L'Abbonamento è disciplinato dai termini d'uso approvati al momento dell'acquisto.
11.2 Durante il periodo di validità del contratto, il Fornitore si riserva di modificare i termini della
fornitura per
giustificati motivi connessi alla necessità di adeguarsi a modifiche normative o obblighi di legge, alle
mutate
condizioni del mercato di riferimento ovvero all'attuazione di piani aziendali con ricadute sull'offerta dei
contenuti.
11.3 I nuovi termini d'uso saranno comunicati all'Utente con un preavviso di almeno 15 giorni rispetto alla
scadenza del
periodo di fatturazione in corso ed entreranno in vigore a partire dall'inizio del periodo di fatturazione
successivo.
Se l'Utente non è d'accordo con i nuovi termini d'uso, può esercitare la disdetta secondo quanto previsto al
precedente
articolo 3.
11.4 Ove la modifica dei termini d'uso sia connessa alla necessità di adeguarsi a un obbligo di legge, i
nuovi termini
d'uso potranno entrare in vigore immediatamente al momento della comunicazione; resta inteso che, solo in
tale ipotesi,
l'Utente potrà recedere dal contratto entro i successivi 30 giorni, con il conseguente diritto ad ottenere
un rimborso
proporzionale al periodo di abbonamento non goduto.
12. Trattamento dei dati personali
12.1 In conformità a quanto previsto dal Regolamento 2016/679 UE e dal Codice della privacy (decreto
legislativo 30
giugno 2003, n. 196), i dati personali degli Utenti saranno trattati per le finalità e in forza delle basi
giuridiche
indicate nella privacy policy messa a disposizione dell'Utente in sede di registrazione e acquisto.
12.2 Accettando i presenti termini di utilizzo, l'Utente conferma di aver preso visione della privacy policy
messa a
disposizione dal Fornitore e di averne conservato copia su supporto durevole.
12.3 Il Fornitore si riserva di modificare in qualsiasi momento la propria privacy policy nel rispetto dei
diritti degli
Utenti, dandone notizia a questi ultimi con mezzi adeguati e proporzionati allo scopo.
13. Servizio clienti
13.1 Per informazioni sul Servizio e per qualsiasi problematica connessa con la fruizione dello stesso,
l'Utente può
contattare il Fornitore attraverso i seguenti recapiti: help@newslist.it
14. Legge applicabile e foro competente
14.1 Il contratto tra il Fornitore e l'Utente è regolato dal diritto italiano.
14.2 Ove l'Utente sia qualificabile come consumatore, per le controversie comunque connesse con la
formazione,
esecuzione, interpretazione e cessazione del contratto, sarà competente il giudice del luogo di residenza o
domicilio
del consumatore, se ubicato in Italia.